08 Giugno 2026
09 Giugno 2026
Il nuovo Piano Nazionale Anticorruzione dedica per la prima volta un intero approfondimento alla qualità della sezione AT dei siti istituzionali, segnando il passaggio da una verifica formale a una verifica sostanziale dell'accessibilità dei dati per i cittadini.
Con la Delibera n. 19 del 28 gennaio 2026, l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato il Piano Nazionale Anticorruzione 2025, atto fondamentale che definisce la strategia nazionale per la prevenzione della corruzione e la promozione della trasparenza e dell'integrità pubblica per il triennio 2026-2028. Il documento si articola in sei linee strategiche, dodici obiettivi e trentuno azioni concrete, con risultati attesi, indicatori e target annuali per il monitoraggio e la valutazione.
Accanto alla Parte Generale, dedicata al coordinamento della Sottosezione "Rischi corruttivi e trasparenza" del PIAO, il PNA 2025 sviluppa tre approfondimenti di Parte Speciale: contratti pubblici, inconferibilità e incompatibilità ai sensi del d.lgs. n. 39/2013 e, da ultimo, la trasparenza. La scelta di dedicare per la prima volta un capitolo sistematico alla sezione "Amministrazione Trasparente" (AT) dei siti istituzionali è il segnale più evidente di un cambio di passo che merita una lettura attenta.
Indice
Nell'approfondimento dedicato alla trasparenza, l'Autorità mette in evidenza come la sola pubblicazione dei dati non sia più sufficiente, di per sé, a rendere trasparente un'amministrazione. È il passaggio — più volte richiamato dall'Autorità — dalla conoscibilità dei dati alla loro effettiva conoscenza da parte dei cittadini. Le informazioni devono essere trovabili, leggibili, comprensibili, navigabili da qualunque dispositivo, indicizzabili dai motori di ricerca e fruibili anche da persone con disabilità.
A sostegno di questa impostazione, ANAC porta i risultati di un ampio monitoraggio sistematico dei siti istituzionali della PA italiana, condotto anche attraverso la sperimentazione di strumenti automatici di web crawling. Il quadro che restituisce l’indagine è che la sezione AT è molto spesso presente solo formalmente, ma sostanzialmente impoverita nei suoi obiettivi di accessibilità e accountability.
Il PNA 2025 ricorda peraltro che la trasparenza è stata elevata dal nostro ordinamento a livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili, ai sensi dell'art. 117, comma 2, lettera m) della Costituzione: non una vetrina di documenti, dunque, ma una precondizione tecnica del diritto all'accessibilità totale delle informazioni amministrative.
L'analisi sistematica condotta dall'Autorità ha portato all'individuazione di sette criticità ricorrenti sui siti istituzionali, ciascuna corredata da una raccomandazione operativa. In sintesi, ANAC chiede:
Per le istruzioni operative dettagliate sull'attuazione degli obblighi di pubblicazione, il PNA rinvia in particolare alla Delibera ANAC n. 495 del 25 settembre 2024, che si aggiunge alle storiche Delibere n. 1310/2016, n. 1134/2017 e n. 777/2021.
Tra le indicazioni più innovative del Piano c'è la raccomandazione di adottare una "mappa dei link" denominata at_map, da rendere disponibile nella prima pagina del sito istituzionale. Si tratta di un file di indice che associa a ogni URL della sezione AT il relativo obbligo di pubblicazione, secondo una struttura del tipo:
consulenti_collaboratori": "http://www.example.org/trasparenza/consulenti
A differenza della sitemap standard, che è uno strumento di indicizzazione generico, la at_map stabilisce una corrispondenza esplicita e semantica tra URL e obbligo normativo. Anche per gli obblighi non applicabili va indicato un URL, che ricondurrà a una stringa "obbligo non applicabile". Il doppio beneficio dello strumento è evidente: per i motori di ricerca, indicizzazione più rapida e accurata; per gli utenti, navigazione semplificata e accesso diretto alla pagina cercata.
Il PNA 2025 chiude l'approfondimento sulla trasparenza con un'attenzione esplicita all'accessibilità dei documenti PDF, fonte ricorrente di criticità sui siti delle PA. ANAC raccomanda l'uso di stili predefiniti, l'aggiunta di testi alternativi alle immagini, tabelle semplici con intestazioni definite e il salvataggio in formato PDF/A. Il tema è ulteriormente rafforzato dal recepimento dell'European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882): dal 28 giugno 2025 l'obbligo di rispetto degli standard WCAG 2.1 e della norma UNI CEI EN 301549:2021 si estende anche alle aziende private con fatturato superiore a 2 milioni di euro e oltre dieci dipendenti.
Per garantire adeguati livelli di trasparenza, ANAC raccomanda infine alle amministrazioni di prevedere nella programmazione anticorruzione quattro fattori abilitanti: risorse adeguate (economiche, tecniche e di personale qualificato), formazione e sensibilizzazione, digitalizzazione del flusso informativo e interoperabilità dei sistemi che alimentano la sezione AT.
Il PNA 2025 segna, in definitiva, un cambio di passo nel modo in cui ANAC affronta la qualità della sezione "Amministrazione Trasparente": dalla verifica formale della presenza dei contenuti si passa a una verifica sostanziale della loro effettiva accessibilità, riconoscibilità e fruibilità da parte dei cittadini. È un'occasione per ripensare il portale della trasparenza non come adempimento, ma come strumento di fiducia, partecipazione e accountability verso la collettività.
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